sabato 2 maggio 2015

Su Robinson Crusoe


Il TITOLO E l’IO BORGHESE: 

Nei primi novels  i titoli coincidono spesso con un nome proprio (es. Pamela di Richardson), cioè si presentano come delle biografie: la storia di un determinato personaggio in un determinato contesto.

“La vita e le strane, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe di York, marinaio, che visse ventotto anni completamente solo in un’isola deserta sulla costa dell’America, vicino alle foci del grande fiume Orinoco; essendo stato gettato sulla riva da un naufragio nel quale, salvo lui, tutto l’equipaggio morì. Con il racconto di come alla fine fu prodigiosamente salvato dai pirati. Scritto da lui stesso.

E’ il racconto della vita di un individuo, dietro c’è un cambiamento profondo della mentalità occidentale, che sfocerà nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati uniti d’America 1776 e nella Dichiarazione dei diritto dell’uomo e del cittadino del 1789 = valore assoluto di ogni persona, dei suoi bisogni, dei suoi desideri = si possono raccontare vite di uomini comuni, non piu’ di eroi, santi, dei, sovrani.

Il novel si sta emancipando dal romance: Robinson è un marinaio, non è un nobile, come Don Chisciotte, è un vicino di casa,  ma ha vissuto un’esperienza straordinaria: sopravvivere quasi trent’anni su un’isola deserta

Come il don Chisciotte la trama puo’ essere arricchita di continui episodi (infatti l’autore, giornalista che lo scrisse a sessant’anni pubblico’ una seconda e poi una terza parte e poi dei seguiti come Cervantes)
In piu’  a parte la cornice eccezionale, viene narrata la vita quotidiana, tutti gli espedienti attraverso i quali Robinson riesce a sopravvivere e come trascorre le sue giornate.

L’ALLEGORIA: significato della figura retorica. 
Robinson è figura del capitalismo coloniale, archetipo dell’uomo moderno

È nell’immaginario occidentale un mito non classico ma moderno: 
è l’esaltazione dell’homo oeconomicus = individuo desideroso di affermare se stesso (la logica protestante) attraverso l’economia = è proprietario in Brasile di una ricca piantagione ma si mette in mare per una nuova impresa commerciale
che si impone sulla natura e la domina, asservendola ai suoi bisogni= riesce a sopravvivere alla solitudine in un ambiente selvaggio
attraverso il suo dominio tecnologico = organizza la sua sopravvivenza grazie alle sue conoscenze della tecnologia occidentale servendosi degli oggetti che fuoriescono dalla nave

Robinson ricostruisce la civiltà occidentale in un mondo altro = colonialismo, dominando la natura  e piegandola ai suoi bisogni

La natura è una miniera da sfruttare
Per le potenze coloniali Inghilterra Francia Spagna a partire dalle scoperte del Cinquecento poi con il mercantilismo il mondo intero è come l’isola di Robinson


I suoi valori sono il lavoro e l’accumulo individualistico, capitalista delle ricchezze, uso della ragione

È l’ideale dell’uomo borghese in un secolo in cui la borghesia ha preso piede nella società, sotto c'è
il passaggio dalla società tripartita medievale a quella dell’età moderna.


È un libro per ragazzi perché trasmette un’etica: il diritto in nome della propria supremazia tecnologica e della logica capitalista a dominare il mondo

Rousseau lo aveva inserito come lettura formativa nel romanzo pedagogico Emilio, Marx lo citerà.. nel Novecento ne verrà scritta una versione rovesciata Michel Tournier: Venerdì o il limbo del Pacifico 1967  

E’ una storia irreale: nessun uomo potrebbe sopravvivere alla solitudine, quindi psicologicamente è irreale il personaggio: non ha mai nostalgia degli altri esseri umani, non sembra avvertire il bisogno di relazioni sociali, non scrive di sé, quando fa accenni alle sue emozioni lo fa usando  termini moralistici o religiosi

Tuttavia è una narrazione piena di realismo: il racconto della vita quotidiana sull'isola

La funzione della scrittura del diario: è un modo per segnare il tempo che scorre/per avere la cognizione dei progressi compiuti/ per non perdere il contatto con la civiltà/è un interlocutore nella solitudine




sabato 11 aprile 2015

Un nuovo genere letterario: il romanzo moderno


Nel panorama culturale europeo settecentesco dapprima in Inghilterra, poi in Francia e Germania l'espansione dell'editoria, la maggiore alfabetizzazione e l'allargamento del pubblico portò nel campo letterario all'abbandono di vecchi generi letterari e allo  sviluppo di nuovi,   tra i quali quello del romanzo moderno.

L’origine del romanzo è antichissima: affonda nella cultura classica greca e latina e poi medioevale ( puoi vedere a questo proposito alcuni riferimenti nella scheda alla pag. F29 del testo di letteratura) 

Tuttavia quando si parla di romanzo moderno si suole far iniziare questo genere con il Don Chisciotte della Mancia (1605 ) di Miguel Cervantes.

Definizione del genere : 
Con romanzo intendiamo un testo narrativo -  come la novella, il racconto,  il mito - contraddistinto da una certa ampiezza, tanto che la sua lettura richiede parecchio tempo, costruito intorno ad una trama che racconta delle vicende (realistiche o immaginarie) generalmente avventurose. 

Non si tratta solo di una questione di lunghezza tuttavia: un romanzo presenta una maggiore complessita’, soprattutto per quanto riguarda le vicende narrate e i personaggi.

Se i Promessi sposi (1827) sono il primo romanzo della letteratura italiana, al tempio in cui venne scritto, il genere romanzesco si era gia’ diffuso in altri paesi come l’Inghilterra,  la Francia e poi la Germania in seguito a importanti modificazioni storiche e economiche, che sono collegate con la crescita in questi stati della borghesia mercantile, classe abbastanza ricca e colta per nutrire interessi culturali precedentemente appannaggio delle elite aristocratiche,  ma non sufficientemente dotta per trovarsi a proprio agio con generi letterari tradizionali piu' complessi come il poema epico, la tragedia o la lirica. 

Anche i philosophes illuministi si servirono del romanzo per propagandare le loro idee, come Voltaire con il romanzo Candido (1756) o Rousseau con  Giulia o la nuova Eloisa (1761) e con Emilio (1762), nonostante il romanzo fosse ritenuto un genere di basso livello e popolare, ma che offriva il vantaggio di non avere una forte tradizione alle spalle e di essere poco codificato in regole rigide. 

Quindi  fu in Inghilterra e in Francia per prime  che si sviluppo’ fortemente la borghesia  e furono la Francia e l’Inghilterra i paesi nei quali  il romanzo divento’ un tipo di lettura molto gradito a questo nuovo pubblico, perche’ ne esprimeva i valori, la mentalità, lo stile di vita: 

1)  attenzione per la vita quotidiana, realismo  e non per situazioni mitologiche
2) narrazione di vicende che hanno come protagonisti singoli individui non eroi straordinari o divinità 
3) gusto dell’avventura, del viaggio, della scoperta
4) attenzione per tutta la realta’, anche quella storica che si è modificata
5) assenza di regole formali  rigide, ma apertura alla sperimentazione che dà spazio alla creatività dell’autore e alle esigenze del nuovo pubblico
6) il linguaggio di stile medio, adatto alla sensibilità e alla cultura di un pubblico piu' popolare
7) i temi sono molteplici: sentimentali, morali,  politici,  esistenziali, filosofici (vedremo poi le diverse tipologie di romanzo)

Si diceva che il romanzo è un genere letterario che presenta una certa complessità.

Complesso nel romanzo non è solo lo sviluppo della trama. 

Infatti un romanzo puo’ esprimere un’immagine complessiva del mondo, si dice una weltanschaung, che deriva non solo dal punto di vista dell’autore  ma dei diversi personaggi, della società che viene rappresentata, dei rapporti sociali che vi si descrivono, dal modo in cui vengono trattati i temi, che generalmente riguardano le grandi
questioni esistenziali ( es. in Manzoni in problema del male). 

Anche le problematiche indagate dall'autore non sono mai completamente risolte in modo semplicistico,  ma mantengono un aspetto problematico, come  è complessa e problematica l'esistenza umana. 

Questa della complessità del romanzo è opinione del critico russo Michail Bachtin ( 1895-1975) che in un suo saggio Epos e romanzo si è occupato delle differenze tra poema epico  (es. Orlando furioso) e romanzo. 
Secondo l’autore mentre il primo celebrava i valori ufficiali e assoluti di una civiltà aristocratica, il secondo si presenta come un materiale piu’ problematico, che offre della realtà una visione piu’ frammentaria ma aperta.

Fra i primi romanzi europei moderni ricordiamo  Robinson Crusoe (1719) e Moll Flanders (1722) dell’inglese Daniel Defoe, I viaggi di Gulliver (1726) di Jonathan Swift,  Pamela (1740) e Clarissa di Samuel Richardson, Tom Jones  (1749) di Henry Fielding, La nuova Eloisa (1761) del francese Jean Jacques Rousseau e I dolori del giovane Werther (1774), Le affinita’ elettive (1809) del tedesco Johann Wolfang Goethe. 


domenica 29 marzo 2015

Beccaria: seconda parte

1. Come insegna Cicerone nel De oratore,  un testo argomentativo per persuadere deve saper toccare l'emotività del lettore: così Beccaria con un artificio teatrale riproduce i pensieri di un delinquente.
Se gli unici elementi di deterrenza dal compiere reati sono la minaccia della tortura e della pena di morte qual è il ragionamento che non lo distoglie dal compiere anche il piu' atroce delitto ?

2. Qual è la argomentazione piu' forte che Beccaria utilizza, secondo te,  nel capoverso tredici per criticare l'atrocità e l'assurdità di pena di morte e tortura ?

3. Prima di concludere Beccaria deve confutare l'obiezione che nella storia si è sempre fatto così, che la pena di morte è sempre stata utilizzata.
Nel farlo Beccaria ci permette di comprendere che per lui la storia non è maestra di vita, historia magistra vitae come sostenevano i classici. Con quali affermazioni egli esprime la sua visione della storia ?

4. Nel capoverso diciassette Beccaria sostiene che nella storia spesso a vincere non è la verità ma piuttosto l'errore: quali affermazioni esprimono questo concetto ?

5. Nell'ultimo capoverso tuttavia Beccaria sembra nutrire qualche speranza che sia giunto nella storia il tempo in cui potrebbe trionfare la verità, il bene: perchè ?

giovedì 26 marzo 2015

BECCARIA CONTESTA LA LEGITTIMITA' DELLA PENA DI MORTE

Da "Dei delitti e delle pene" cap. XVI

La comprensione riguarda la prima parte del capitolo, fino alla riga 71. Nelle risposte utilizza il tuo linguaggio evitando di riprodurre quello settecentesco di Beccaria.

1. In base a quali argomentazioni Beccaria sostiene nel secondo capoverso che la pena di morte non possa essere considerata un diritto che l'individuo delega allo stato o al sovrano.
2. Con quali argomentazioni nel terzo capoverso Beccaria sostiene che la pena di morte non è necessaria?
3. Tuttavia vi sono delle situazioni nelle quali secondo Beccaria la pena di morte è necessaria. Quali sono ?
4. Spiega il significato dell'espressione nel quinto capoverso "non è  l'intensione della pena che fa il maggior effetto sull'animo umano, ma l'estensione di essa".
5. Lo spettacolo di una esecuzione capitale, di un supplizio pubblico produce negli spettatori forti emozioni. Quali sono i limiti di questa esperienza secondo Beccaria ?
6. Quali caratteristiche deve avere una pena per essere efficace?
7. Perchè l'ergastolo, che Beccaria chiama "schiavitu' perpetua" è piu' efficace della pena di morte ?


martedì 27 gennaio 2015

Il massacro degli Armeni

Per la giornata della memoria abbiamo approfondito il primo genocidio del Novecento, di cui si parla ancora pochissimo

Questo il materiale video che abbiamo utilizzato:
come introduzione : http://www.raistoria.rai.it/articoli/il-genocidio-degli-armeni/12836/default.aspx

per individuarne le cause : https://www.youtube.com/watch?v=x9J4JnOYFjI

Rivedili e prendine degli appunti che ti consentano di avere a disposizione le informazioni principali.
Ti ricordo che anche questo è argomento di valutazione.

martedì 20 gennaio 2015

La sfida che ci lancia lo stato islamico

Comprensione dell’articolo “ La sfida che ci lancia lo stato islamico” da Repubblica -LIMES
 di Mario Giro* del 29/12/2014


 * Mario Giro è sottosegretario agli affari esteri
  1. Nel gennaio del 2014 il leader   di ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, ha proclamato proprio stato un territorio dopo averlo conquistato con le armi approfittando della guerra civile in corso, originata dalla primavera araba 2011. E’ la prima volta che i jihadisti sunniti cercano di ottenere un proprio stato ?
  2. Quali sono le ragioni del fascino che suscita in una parte del mondo islamico il califfato dell’Isis secondo te ?
  3. Qual è il punto debole dello stato islamico di recente costituzione ?
  4. Isis utilizza in modo strumentale il web. Che funzione hanno sull'occidente nelle intenzioni dei jihadisti  i video delle decapitazioni e le immagini delle violenze da essi perpetrate ?
  5. L’articolista delinea una serie di comportamenti che l’Occidente puo’ assumere per sconfiggere la forza dell’immaginario jihadista. Quali ?  



mercoledì 24 dicembre 2014

Per le vacanze natalizie

Buongiorno,

ti lascio il titolo della nuova lettura del mese : Antonia Arslan: La masseria delle allodole. Si trova facilmente nel catalogo delle biblioteche della provincia. Fissiamo la prova di lettura per il giovedì 22 gennaio.

Durante questo periodo scrivi come esercizio un testo di tipo riflessivo (in cui esprimi liberamente le tue opinioni, pensieri, immagini, suggestioni) a partire da questo spunto. 

«L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subir ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza e quando scopriamo di averla addosso ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci».
Oriana Fallaci

Quindi per gioved' 8 gennaio consegnerai il testo e completerai la parafrasi di tutto il canto XXXIV dell'Inferno. 

Intanto, un augurio di serene e fertili vacanze. Ci rivediamo a gennaio 

Prof. Riviera